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venerdì 6 dicembre 2019
C-567/18 (Coty/Amazon): Conclusioni dell’AG: l’ambito di responsabilità degli intermediari online per violazione di marchio causata da beni stoccati dagli intermediari, ma venduti da terzi

L’AG Campos Sanchez-Bordona suggerisce una distinzione tra gli intermediari dei servizi elettronici fondata sul loro effettivo coinvolgimento: da un lato, esentare da responsabilità i meri depositari che svolgano attività ancillari, salvo in presenza di un intervento consapevole nella contraffazione o di ragionevoli motivi per esserne coscienti; al contrario, non esentare i soggetti praticamente coinvolti nell’immissione dei prodotti contraffatti, sebbene venduti da soggetti terzi.  

 

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venerdì 25 ottobre 2019
CJEU, C-688/17: una parte soggetta a misure provvisorie non ha automaticamente diritto al risarcimento del danno - 12 settembre 2019

Non è contraria alla normativa UE una norma nazionale che vieti il risarcimento del danno subito da una parte a causa di misure cautelari, concesse perché la parte non ha agito come ci si potrebbe generalmente attendere – indipendentemente dal fatto che il brevetto che fondi le misure cautelari sia stato successivamente dichiarato nullo. Tuttavia, la valutazione del Tribunale nazionale al riguardo deve poter tener conto delle circostanze oggettive del caso, incluso il contegno delle parti. 

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giovedì 24 ottobre 2019
Il ruolo dell'elenco dei prodotti e servizi nel marchio e le conseguenze di un elenco non corretto: tra intention to use e malafede - 16 ottobre 2019

L'A.G. Tanchev ha presentato le proprie conclusioni nel caso C-371/18 ("Sky"), nato da un rinvio pregiudiziale sulle implicazioni di un elenco di prodotti e servizi di un marchio registrato privo del requisito di chiarezza e precisione - suggerendo che l'assenza di una reale intenzione di utilizzare alcuni tra i prodotti o servizi rivendicati può costituire indice di malafede.

 

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lunedì 19 agosto 2019
Autostrade per l'Italia vince la "guerra dei Tutor" - 14 agosto 2019

La Corte di Cassazione dà ragione alla società del Gruppo Benetton contro cui un’azienda fiorentina aveva fatto causa, sostenendo la contraffazione di un suo brevetto. Si chiude una battaglia legale che andava avanti da parecchi anni.

I Tutor installati da Autostrade per l’ Italia in vari tratti della sua rete viaria non hanno violato il brevetto di una società fiorentina e quindi possono continuare a funzionare regolarmente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza che ha ribaltato le conclusioni cui era giunta la Corte d’ Appello di Roma poco più di un anno fa.

I giudici della Suprema Corte, che già si erano espressi una volta su questa vicenda, hanno accolto la tesi dei difensori di Autostrade per l’ Italia, gli avvocati Giuseppe Bernardi, Lucio Ghia e Fabrizio Jacobacci. A intentare causa al principale gestore italiano di tratte autostradali (quasi 3 mila chilometri in concessione), che fa capo alla famiglia Benetton, era stata una società di Greve in Chianti, la Craft Srl, che aveva fra l' altro chiesto un congruo risarcimento danni, già negato nei precedenti gradi di giudizio, e che nelle prime battute di questa controversia era stata anche difesa dallo studio legale dell’ attuale Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. La Craft ha iniziato questa lunga battaglia legale  (la prima sentenza e’ del 2008) lamentando la contraffazione di un suo brevetto che, utilizzando il principio della velocità media,  rileva il superamento dei limiti di velocità di un veicolo attraverso la lettura ottica della targa, grazie a due postazioni a distanza collegate con un elaboratore centrale.

La lunga “guerra dei Tutor”, giunta ora a conclusione, aveva già visto vittoriosa Autostrade per l’Italia nei primi due gradi di giudizio. Poi una sentenza della Corte d’Appello di Roma, emessa a seguito di un primo  rinvio della Suprema Corte, riconoscendo la contraffazione del brevetto della Craft ad opera del tutor ne aveva addirittura stabilito la distruzione. Distruzione che in questo anno e’ stata evitata grazie ad una continua opposizione, in sede di esecuzione, da parte del collegio difensivo di Autostrade per l’Italia, che fino ad oggi ha ottenuto ragione.

Secondo quanto si afferma nella sentenza emessa della Corte di Cassazione il 14 agosto scorso, gli apparecchi della Craft e quelli di Autostrade per l’ Italia, i SICVe (messi a punto nei primi Anni Duemila), adottano “due distinti sistemi di rilevamento dei veicoli” (uno di tipo ottico, l’ altro di tipo induttivo/magnetico) e, quindi, non vi è stata nessuna contraffazione.

Sulla rete di Autostrade per l’ Italia i Tutor possono quindi continuare a svolgere  la loro funzione di deterrenza e di punizione. Una funzione quest’ ultima che dalla loro installazione ha consentito alla Polizia Stradale di comminare milioni di multe e allo Stato di incassare miliardi di euro. 

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venerdì 2 agosto 2019
Sampling e Diritto d’autore – 29 luglio 2019

La Corte di giustizia si è pronunciata in via pregiudiziale su un caso riguardante il campionamento – effettuato da un produttore musicale tedesco - di un frammento della canzone dei Kraftwerk “Metall auf Metall”. Nella decisione, si valutano i diritti dei produttori ai sensi della Direttiva 2001/29, così come l’eventuale applicazione di eccezioni e limitazioni ai sensi dell’articolo 5 della Direttiva. Per ulteriori informazioni, clic su LEGGI

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