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Friday, February 24, 2012
La Corte di Appello di Torino conferma la proteggibilità della "Moka Express Bialetti" contro le imitazioni servili.
La Corte d'Appello di Torino ha reso una significativa pronuncia in merito alla storica caffettiera dell'azienda di Coccaglio, confermando la sentenza di Tribunale che, già nel 2009, aveva riconosciuto la proteggibilità della "Moka Express" Bialetti contro le imitazioni servili confusorie in applicazione dell'art. 2598 n. 1 c.c..

La Corte d'Appello di Torino ha reso una significativa pronuncia in merito alla storica caffettiera dell'azienda di Coccaglio, confermando la sentenza di Tribunale che, già nel 2009, aveva riconosciuto la proteggibilità della "Moka Express" Bialetti contro le imitazioni servili confusorie in applicazione dell'art. 2598 n. 1 c.c..

I Giudici hanno accolto la tesi della difesa Bialetti, secondo la quale la "Moka Express", oggetto di massicce campagne pubblicitarie a partire dagli anni '50 e da decenni presente sul mercato senza sostanziali variazioni di forma, è divenuta prodotto-simbolo dell'impresa Bialetti, essendo dotata di una forma con spiccata efficacia individualizzante e dunque capace di identificare il prodotto ed anche l'impresa produttrice in un mercato decisamente affollato.

Degno di particolare nota è il passaggio in cui i Giudici del gravame si soffermano sull'applicabilità della fattispecie di imitazione servile, sottolineando come essa non dia luogo ad alcuna perpetuazione della tutela brevettuale (ormai scaduta), ma offra bensì una tutela "minore", che se può rendere legittima una "ispirazione" formale al prodotto market leader, di certo non consente la sua imitazione pedissequa e confusoria, che si verifica quando vi sia, da parte del concorrente, una ripresa integrale degli aspetti formali "senza elementi di differenziazione e con una concreta sovrapposizione di mercato".

Si tratta di una decisione importante, che pone in primo piano un tema che per lungo tempo ha goduto di poca fortuna, vale a dire la tutela concorrenziale della forma. Essa potrebbe auspicabilmente contribuire a dare una definitiva spallata al "dogma" secondo il quale non godrebbero di tutela (al di fuori dei limiti e dei parametri della tutela di brevetto e modello) quelle forme che siano vantaggiose sotto il profilo estetico e/o utilitaristico e che siano diventate identificative dell'impresa produttrice.

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